Sette proposte per migliorare l’efficacia del trasporto merci nelle città italiane, liberare le aree urbane dal traffico e dall’inquinamento, sostenere l’innovazione e la competitività nel settore della logistica sono state approvate all’unanimità dall’assemblea del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel) il 24 marzo scorso, sulla base di un documento elaborato dal Gruppo di lavoro “Città” dello stesso Cnel.
Al termine di un ciclo di audizioni degli attori pubblici e privati del settore, il Gruppo di lavoro, coordinato dal consigliere Gianni Ursotti, ha elaborato un articolato documento che ha inquadrato il problema della logistica cittadina nel contesto italiano ed europeo; ha passato in rassegna le esperienze nazionali e internazionali di successo; ha affrontato i problemi di sostenibilità economica, della regolamentazione e delle nuove tecnologie, per concludere con una serie di raccomandazioni e proposte operative.
Il problema della logistica e del trasporto delle merci nelle aree urbane viene affrontato nel documento con un approccio integrato ponendo al centro delle soluzioni l’esigenza di rendere vivibili le nostre città. L’urgenza di tale approccio al problema della distribuzione delle merci nelle città, dove coniugare economia e sostenibilità è una sfida di grande rilevanza, è testimoniata da una serie di cifre presenti nel documento Cnel; per esempio, un quarto del territorio Europeo è urbanizzato e nel 2020 si prevede che l’80% dei cittadini europei vivrà nelle città, dove verrà consumato il 75% dell’energia totale. Venendo all’Italia, il documento indica che nel 2008 il 20% del traffico urbano è costituito da trasporto merci e, pur gravando sul costo totale del trasporto solo per il 30%, esso causa circa il 50% dell’inquinamento complessivo.
Tale realtà pone in evidenza, secondo il Cnel, la necessità di modificare il modo di utilizzare le città accompagnando l’evoluzione dei nuovi bisogni produttivi e di sostenibilità con normative più semplici, tecnologie più evolute e, soprattutto, con una forte azione di coordinamento dell’operatore pubblico, anche ma non solo attraverso incentivi economici, e comunque e sempre attraverso un metodo partecipativo che aggreghi il consenso di tutti gli operatori del settore.
Data la varietà della vocazione delle città italiane non esistono secondo il Cnel soluzioni valide per ogni area urbana del Paese. Per questo motivo, il Documento propone di affrontare la questione del trasporti merci secondo una classificazione che distingue in tre cluster principali il territorio cittadino italiano: città metropolitane ( Roma, Milano, Napoli), dove avviene il 50% delle consegne di merci e documenti nazionali; città medie e medio grandi, inserite in un denso tessuto manifatturiero, che richiedono soluzioni specifiche alla loro natura e struttura; e, infine, città portuali ( Napoli Genova, Livorno) che, concepite come terminali delle cosiddette “autostrade del mare”, talvolta subiscono il transito di traffico pesante, che ha poco a che vedere con le città stesse.
Il Cnel identifica nell’eccesso di norme e nel numero di operatori che compongono la filiera del trasporto merci un primo problema da affrontare e avanza una serie di proposte che possono risolvere i problemi e rilanciare la competitività del settore in un’ottica di sostenibilità delle aree urbane:
Cnel – 24 marzo 2010
