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L’agricoltura italiana puo affrontare la svolta storica della politica agricola europea

Cinque proposte del Cnel per lo sviluppo della filiera, la semplificazione, l’efficienza nella spesa


Dopo un processo di riforme durato vent’anni, l’agricoltura italiana e di fronte ad una “svolta storica” nella politica agricola europea e puo coglierla con profitto qualora vengano risolte alcune diseconomie e alcune mancate performances nel sistema di governo nazionale e regionale.

E’ il richiamo avanzato dal documento di Osservazioni e Proposte “ Stato ed attuazione della nuova PAC e piani di sviluppo regionali” approvato dall’Assemblea del Cnel nella seduta del 21 giugno 2010, relatore il consigliere Roberto Orlandi.

Il Documento predisposto al termine di una serie di riunioni del gruppo di lavoro Agricoltura ed Ambiente, tra novembre 2009 e aprile 2010, ricorda le tre linee del processo di riforma europeo:

  • le esigenze di budget, con il riorientamento del bilancio europeo da obiettivi di autosufficienza agricola verso nuovi fini ambientali;
  • l’apertura del settore, con l’emergere di un orientamento internazionale politico normativo ( per esempio nelle sedi del WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio) volto a mitigare le forme di sostegno ai prezzi;
  • la multifunzionalita, con l’affermarsi di paradigmi nuovi, per i quali si delineano ruoli inediti per l’agricoltore europeo (presidio ambientale, sicurezza dei prodotti, equilibrio socio-economico per le comunita rurali).

Sull’asse di tali nuove coordinate prende le mosse il documento del Cnel incentrato su 5 proposte:

  • Potenziare la filiera agricola nazionale attraverso il recupero del valore delle produzioni, la tracciabilita dei prodotti, la repressione del falso e la difesa di un’alimentazione sana. Cio contribuira a sciogliere l’apparente contraddizione di una richiesta crescente di prodotti italiani in tutto il mondo e la riduzione dei redditi degli agricoltori;
  • Regolare e tutelare meglio l’uso del territorio, con un’attivita di urbanizzazione e costruzione che si rivolga al recupero dell’esistente e ad una valorizzazione dell’agricoltore e dell’agricoltura destinando loro risorse in funzione anche di prevenzione del dissesto idrogeologico. Cio contribuira a frenare l’insana competizione tra agricoltura e altri settori ( specialmente quello energetico fotovoltaico) per l’uso del territorio;
  • Incoraggiare i giovani all’agricoltura, incentivandone l’accesso alla proprieta fondiaria connessa all’agricoltura. Cio contribuira ad arrestare l’invecchiamento demografico degli imprenditori agricoli;
  • Semplificare norme di legge e introdurre migliori regolamentazioni cosi da sostenere la transizione verso un’agricoltura moderna. Cio sara utile ad accompagnare la maturazione dell’agricoltore e la sua connessione con i servizi alle imprese.
  • Migliorare la capacita di spesa. Il Cnel richiama l’attenzione del Governo e delle Regioni sui ritardi che si stanno determinando e che alla fine del 2010 potrebbero vedere sottratte all’Italia 680 milioni di euro di risorse finanziarie disponibili riservate all’agricoltura italiana.

Cnel – 30 giugno 2010


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