Un “cruscotto” di indicatori che misura l’effettivo livello di progresso del Paese, non più rappresentato dalla sola variazione del prodotto interno lordo, potrebbe essere elaborato dal Cnel, in stretta collaborazione con l’Istat e le forse economiche e sociali e presentato ogni anno come contribuito per conoscere l’evoluzione dello sviluppo economico e sociale , migliorare il dibattito politico e contribuire a “decisioni informate” da parte dei policy makers.
E’ la proposta contenuta nel documento di Osservazioni e proposte “ Indicatori di crescita economica e sociale ad integrazione del PIL” elaborato dalla Commissione per la politica economica e la competitività del sistema produttivo” ed approvato dall’assemblea del Cnel del 21 giugno 2010, relatore il consigliere Gabriele Olini.
Il documento dedica un intero capitolo all’integrazione del prodotto interno lordo come indicatore dello sviluppo ricordando il notevole impulso al dibattito fornito dall’Ocse dal 2004 con il “ Global Projectin measuring the progress of societies”e, dal 2008 con la “ Commission on the measurement of economic performance and social progress” istituita dal Presidente francese Sarkozy e presieduta dall’economista Joseph Stiglitz. Dalgli studi emerge l’esigenza di definire oggettivi e soggettivi per la misura del benessere della qualità della vita, e complessivamente del progresso della società e della sua sostenibilità nel tempo quali:
Citando Amartya Sen, secondo il quale “discutere di indicatori significa ragionare sui fini ultimi di una società” il documento del Cnel solleva un problema di carattere politico chiedendo chi debba scegliere gli indicatori rilevanti. La risposta è che gli istituti nazionali di statistica non possono essere lasciati soli a lavorare su questi temi benché il loro contributo tecnico sia fondamentale. L’istituzione capace di mettere intorno allo stesso tavolo le diverse componenti della società moderna, soggetto animatore e propulsore dell'intero processo di confronto sugli obiettivi rilevanti di una collettività - si dice nel documento - è il CNEL, in quanto:
Cnel – 30 giugno 2010
