Un Testo Unico della normativa che regoli il settore del gioco, inasprimento delle sanzioni per irregolarità, operatività dell'albo dei gestori, previsione del conflitto di interessi tra concessione e attività politico-amministrativa dei soci, obbligatorietà della sede legale in Italia per le società concessionarie e razionalizzazione del prelievo fiscale. Queste, in sintesi, le proposte di riforma del settore, in mancanza della quale si rischierebbe di rendere il gioco d’azzardo una vera e propria malattia sociale e si regalerebbe un mercato redditizio alla criminalità organizzata. In tempi di crisi, infatti, gli Italiani confidano nel gioco d’azzardo: sarebbero oltre un milione i cittadini affetti da "dipendenza da gioco" (ludopatia), e si stima che l’importo medio speso dai cittadini maggiorenni sia di 1000 euro annui.
Cnel – 3 novembre 2011
