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I giovani e la casa: indagine Cnel fotografa il disagio e propone soluzioni

Occorrono il rilancio delle politiche abitative, maggiori agevolazioni fiscali e un calmiere sui mutui


Il rilancio delle politiche abitative pubbliche, l’aumento delle agevolazioni fiscali per incentivare acquisto e locazioni delle abitazioni, “buoni casa” per aiutare chi non può acquistare o pagare canoni d’affitto ed un “calmiere” sugli interessi dei mutui bancari: sono le principali richieste a favore della politica abitativa dei giovani contenute nel documento di sintesi dell’Inchiesta sulla condizione abitativa degli under 35, condotta dal Gruppo di studio per le politiche giovanili del Cnel , in collaborazione con il Sicet, sindacato degli inquilini.
Approvato dall’assemblea del Cnel -relatore Giuseppe Acocella - il documento tratteggia la situazione abitativa dei giovani italiani definendola un problema sociale.
Il documento mette in evidenza che la ricerca è stata elaborata accedendo all’universo dei giovani rivoltisi al sindacato degli inquilini Sicet e che, pur risentendo della specificità del panel, consente tuttavia di mettere a fuoco che il disagio abitativo dei giovani in Italia non è più solo riconducibile alla povertà, ma ad una casistica più ampia ed articolata che comprende anche la condizione di precarietà lavorativa, le famiglie monoparentali, gli anziani soli, gli stranieri e le giovani coppie.
Dall’indagine emerge che i giovani vivono per il 35,7% in casa di proprietà e per il 63% in affitto.
Quel 35,7% che vive in proprietà, in maggior percentuale risiede nel sud e nel nord-ovest del paese ( circa il 35%), abita in un appartamento ( 70%) prevalentemente in periferia ( 43,8% ) e nel 35,2% dei casi convive con i genitori . Solo il 30% dei giovani vive in una casa singola di proprietà.
Il 74,1% dei giovani che invece vive in proprietà , ha acquistato la propria abitazione ( il 13,1% l’ha costruita da sé ed il 12,8% l’ha ereditata). Il 37% paga un mutuo nella prevalenza dei casi a tasso fisso (il 60,2%) con una rata media di 676 euro.
Chi vive in affitto, invece, ha come padrone di casa quasi sempre una persona fisica ( 72%) mentre una percentuale intorno al 4% abita in casa di un ente pubblico o di una società.
L’indagine mette in evidenza che se nella maggioranza dei casi ( l’82,2% dei casi) l’inquilino può contare su un regolare contratto d’affitto, i contratti “in nero” esistono ma riguardano una minoranza, il 17,8% dei casi, prevalentemente costituiti da studenti che abitano nelle città in cui risiedono le maggiori università.
Il 39,7% degli affitti è a canone libero ( durata 4 anni + 4) , il 20,6% a canone calmierato ( durata 3 anni + 2) , il 7,2% abita gratuitamente in comodato d’uso, il 7% con contratto ad uso transitorio ed il 6% presso un ente pubblico.
C’è anche una grande variabilità dei costi delle locazioni: i canoni più alti sono a Roma e Milano, dove in media per un a abitazione di 65metri quadrati si pagano 600 euro mensili, con punte fino a 1800 euro; i più bassi a Palermo ( 350 euro mensili). Affittare una stanza costa da un minimo di 170 euro al mese a Catania ad un massimo di 400 euro a Roma.
La ricerca del Cnel, censisce dunque la difficoltà delle giovani generazioni ed il nesso di causalità con il ritardo nell’emancipazione dalla convivenza con i genitori e con la mancanza di continuità lavorativa. Quattro sono le principali cause del disagio e d’’incertezza di molti giovani : i costi insostenibili sia per i canoni d’affitto che per l’acquisto di una casa; l’assenza delle istituzioni che ignorano o sottovalutano il problema della popolazione under 35; la limitazione della mobilità territoriale a causa delle difficoltà abitativa che si traduce in una rigidità del mercato del lavoro. Il Documento dà atto alle importanti innovazioni introdotte dal Governo per favorire fiscalmente l’emersione dei contratti mediante le detrazioni fiscali ma mette in evidenza che occorrerebbe aumentare l’intervento di aiuto dal momento che, nonostante le agevolazioni, un giovane con 15 mila euro di reddito annuo deve destinarne il 28% per poter affittare un appartamento a Palermo, il 44% a Milano ed il 48% a Roma.

Cnel – ottobre 2011


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