Le News del CNEL
Infrastrutture, modificare la Costituzione per attribuire allo Stato le opere strategiche
Undici proposte del Cnel per rimediare all’insuccesso del Piano decennale e della Legge Obiettivo 2001
Elaborate dal Cnel undici proposte per realizzare grandi opere infrastrutturali ed impedire che restino bloccate tra inefficienze, contenziosi, proteste e scarsità di risorse, come contributo al dibattito politico internazionale nel momento in cui il Governo si accinge ad attuare interventi per lo sviluppo e la crescita del Paese.
Il contributo del Cnel parte dell’analisi del bilancio decennale della prima Legge Obiettivo (delibera Cipe n.121/2011), che avrebbe dovuto caratterizzare il secondo momento di sviluppo infrastrutturale dopo l’epoca della ricostruzione degli anni Cinquanta. In realtà, rileva il Cnel, ben poco di quanto era previsto si è realizzato. Dei 358 miliardi che costituivano il valore complessivo dei progetti programmati il Cipe ha approvato progetti per poco più di 14 miliardi, i mutui contratti sono stati pari a 8,83 miliardi e le somme effettivamente rogate 2,5 miliardi (lo 0,7% del totale) ripartiti in 32 opere, sulle quali grava un contenzioso che alla data del 28 luglio 2009 contava 259 ricorsi amministrativi e giurisdizionali.
Il documento sottolinea come sia cambiato il quadro normativo e socio politico rispetto agli anni Cinquanta rilevando che, ad una analisi puntuale, i costi medi di realizzazione per autostrade e per l’alta velocità ferroviaria, sono in Italia più elevati che nel resto d’Europa ed i tempi di realizzazione mediamente più lunghi. All’origine di tutto ciò, oltre alle condizioni orografiche italiane, a giudizio del Cnel, vi sono 5 cause: l‘illegalità, il diffuso contenzioso, lo scarso coordinamento dei livelli di governo, il ridotto utilizzo di valutazioni standardizzate sui costi e benefici dei progetti ed infine la carenza delle procedure seguite.
Da questa analisi scaturiscono le 11 proposte del Cnel:
- riforma costituzionale che attribuisca allo Stato la competenza sulle opere strategiche e alle Regioni la competenza sulle altre, riducendo la competenza concorrente tra Stato e Regioni;
- rivisitazione delle priorità infrastrutturali di fronte all’impossibilità di considerare prioritari tutti i progetti della Legge Obiettivo del 2001;
- aggiornamento dei parametri di valutazione e dei criteri di scelta deliberati dal Cipe negli anni Ottanta;
- reperimento di risorse finanziare integrative di origine privata o fiscali quali l’emissione di titoli di debito (project bond), la partecipazione dei privati al finanziamento ed alla gestione dell’opera (project financing), l’introduzione di tasse di scopo ed agevolazioni fiscali;
- accelerazione delle liberalizzazione dei servizi di trasporto ferroviario (separando non solo formalmente la proprietà, la gestione della rete e le imprese che vi operano) e del trasporto pubblico locale;
- costituzione di un’Autorità dei Trasporti autonoma o estensione delle competenze ad un’altra esistente al fine di regolare mercati;
- Incremento di risorse pubbliche incentivanti i servizi di trasporto meno inquinanti;
- Introduzione di un nuovo metodo per ottenere il consenso alla realizzazione delle opere pubbliche, secondo le linee di un documento già elaborato dal Cnel nel 2009, mediante coinvolgimento ex ante degli interessati anziché ex post;
- una nuova normativa quadro sulla mobilità urbana;
- più efficace contrasto alla criminalità organizzata, secondo proposte già avanzate dal Cnel nel documento “Abusi nei finanziamenti pubblici alle imprese” del 21 ottobre 2009.
- rafforzamento delle tecnostrutture pubbliche con precisi ed efficaci progetti formativi.
Cnel – 30 novembre 2011