Volgono al termine le attività del Gruppo di lavoro intercommissioni del CNEL che ha sviluppato nei mesi scorsi una intenso programma di analisi volto a rendere visibili i fattori che influiscono sulle performance delle imprese italiane e ad individuare percorsi praticabili per facilitarne il riposizionamento competitivo nelle nuove divisioni del lavoro che si stanno affermando su scala mondiale anche a seguito della crisi.
Con la referenza scientifica di Patrizio Bianchi ed Enzo Rullani e l’ausilio di un Tavolo tecnico nel quale sono confluite expertise delle parti sociali e degli esperti del CNEL si è lavorato in profondità su quelli che sono stati individuati essere i punti critici delle trasformazioni in corso:
Il metodo seguito, oltre alla consultazione di primarie fonti documentali ed a mirate audizioni, è stato quello di privilegiare sessioni seminariali per una analisi a più voci di studiosi, testimoni autorevoli, rappresentanti di istituzioni e parti sociali.
I temi trattati nei seminari, infatti, hanno riguardato:
Il Rapporto finale che verrà sottoposto all’Assemblea di marzo, assume la specificità del sistema produttivo italiano: piccola impresa in prevalenza, sistemi locali, capitalismo personale. Evidenzia che esso si trova a gestire una discontinuità che difficilmente può essere affrontata agendo isolatamente e soprattutto con vecchi schemi. Afferma che occorre rigenerare i vantaggi competitivi ereditati dal passato, rinnovando in profondità modelli di business, prodotti, reti di relazione, professionalità del lavoro e stabilendo un rapporto diverso e più evoluto tra pubblico e privato, tra iniziative individuali e responsabilità collettive.
Il Rapporto sarà accompagnato dal Documento di Osservazioni e Proposte del CNEL che verranno rivolte, come di consueto, al Governo ed al Parlamento.
Redazione – 17 febbraio 2010
