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Dalla crisi allo sviluppo: percorsi di “Trasformazioni delle imprese”


Volgono al termine le attività del Gruppo di lavoro intercommissioni del CNEL che ha sviluppato nei mesi scorsi una intenso programma di analisi volto a rendere visibili i fattori che influiscono sulle performance delle imprese italiane e ad individuare percorsi praticabili per facilitarne il riposizionamento competitivo nelle nuove divisioni del lavoro che si stanno affermando su scala mondiale anche a seguito della crisi.

Con la referenza scientifica di Patrizio Bianchi ed Enzo Rullani e l’ausilio di un Tavolo tecnico nel quale sono confluite expertise delle parti sociali e degli esperti del CNEL si è lavorato in profondità su quelli che sono stati individuati essere i punti critici delle trasformazioni in corso:

  • i cambiamenti connessi alla crisi ed alle politiche per venirne a capo
  • il nuovo ruolo dei saperi e del capitale umano impiegato nella produzione
  • lo sviluppo delle reti attraverso cui le conoscenze vengono messe in valore
  • il crescente ruolo dei neo-beni (assets immateriali).

Il metodo seguito, oltre alla consultazione di primarie fonti documentali ed a mirate audizioni, è stato quello di privilegiare sessioni seminariali per una analisi a più voci di studiosi, testimoni autorevoli, rappresentanti di istituzioni e parti sociali.

I temi trattati nei seminari, infatti, hanno riguardato:

  • “Tendenze evolutive del sistema manifatturiero e dei servizi alle imprese. Ruolo e prospettive delle politiche industriali in Italia“
  • “Le competenze che si fanno professione“
  • “La scomparsa della fabbrica“
  • “Le reti fiduciarie nell’economia glocalizzata: esperienze e policies a confronto”
  • “Impresa sociale come nuova forma imprenditoriale”
  • “Ri-Fare impresa in Italia: i driver“
  • “I neo-beni per il riposizionamento competitivo delle imprese nella economia della conoscenza”
  • “Ecosistemi digitali: ostacoli e condizioni di sviluppo per il riposizionamento competitivo delle imprese“.

Il Rapporto finale che verrà sottoposto all’Assemblea di marzo, assume la specificità del sistema produttivo italiano: piccola impresa in prevalenza, sistemi locali, capitalismo personale. Evidenzia che esso si trova a gestire una discontinuità che difficilmente può essere affrontata agendo isolatamente e soprattutto con vecchi schemi. Afferma che occorre rigenerare i vantaggi competitivi ereditati dal passato, rinnovando in profondità modelli di business, prodotti, reti di relazione, professionalità del lavoro e stabilendo un rapporto diverso e più evoluto tra pubblico e privato, tra iniziative individuali e responsabilità collettive.

Il Rapporto sarà accompagnato dal Documento di Osservazioni e Proposte del CNEL che verranno rivolte, come di consueto, al Governo ed al Parlamento.

Redazione – 17 febbraio 2010


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