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Newsletter n. 2 - 30/04/2010
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La "banda ultralarga": le valutazioni del Cnel per spingere crescita, saperi ed occupazione nelle nuove tecnologie

Gli investimenti per realizzare in Italia una rete infrastrutturale per la banda ultralarga potranno generare un aumento della ricchezza del Paese (Pil) di 2 miliardi di euro e produrre 50 mila nuovi posti di lavoro nelle nuove tecnologie dell’industria e del software.

E’ una delle affermazioni contenute nel testo di Osservazioni e Proposte “La rete a banda ultralarga di nuova generazione”, approvato all’unanimità dall’Assemblea del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel) il 27 aprile 2010.
Il documento del Cnel si colloca all’interno del dibattito apertosi nel Paese negli ultimi due anni dopo la pubblicazione del Rapporto Caio, l’esperto al quale il Governo ha affidato l’analisi delle prospettive e degli assetti del settore e che ha costituito la base della proposta del vice ministro per le comunicazioni, Paolo Romani presentata in Parlamento nel maggio 2009.

L’analisi del Cnel contestualizza il problema evidenziando che il potenziamento della comunicazione internet super veloce, resa possibile appunto dalla realizzazione dell’infrastruttura sulla banda ultralarga, è considerata in tutta Europa un importante volano di sviluppo e di recupero di competitività per i paesi industrialmente più avanzati, perché consente la crescita del Pil (pari all’1% in Francia ed a 100 miliardi di euro in Germania) e permette alle imprese di inserirsi con strumenti adeguati nell’economia globale.
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